Test resa cromatica delle ottiche


Schermata test resa cromatica ottiche
Schermata test resa cromatica ottiche

In questo articolo vi mostriamo 3 test che abbiamo realizzato in collaborazione con il Colorist Alessandro Bernardi, sulle ottiche Canon CNE (14,24,35,50,85,135), sul kit di ottiche russe della serie Helios incamiciate da Iron Glass (20,28,37,58,85,135) e i due zoom cine della Sigma (18-35, 50-100).



ATTENZIONE


Specifichiamo che i test che vedete pubblicati qui rappresentano la prima fase di un progetto più approfondito e testimoniano come già da una prima analisi si possano notare molte diversità.

In particolare ci sono stati alcuni problemi sulla ripresa della chart colore che non è sempre stata ripresa dalla stessa identica angolazione e in alcune clip ha inciso sulla resa finale.

Per quanto riguarda invece l’incarnato e la chart in scala di grigi siamo più sereni nel confermare che la diversa inclinazione non ha inciso sull’esito della registrazione.

Non riteniamo questi test ancora sufficienti per un utilizzo lavorativo.

L'intenzione è quella di organizzare una giornata aperta di provini dove radunare quanti più set di ottiche in uno studio allestito appositamente per una registrazione ottimale delle clip.

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TRE FASI DI LAVORAZIONE


Dopo aver pubblicato le prime immagini sui social su questi test di resa cromatica, abbiamo raccolto un grande interesse da parte del nostro pubblico di tecnici, e l'entusiasmo che si è generato ci ha spinto a seguire il progetto al meglio delle nostre possibilità e conoscenze.

Il lavoro si è svolto in tre fasi.

FASE 1: abbiamo raccolto la materia prima registrando delle brevi clip di 2” per lente e usando il nostro titolare come modello

FASE 2: abbiamo inviato i file con gli screenshot al nostro grafico e designer di fiducia, Nicholas Bastianello, che ha definito il format per impaginare i risultati.

FASE 3: i file e la struttura grafica sono arrivati al Colorist Alessandro Bernardi che ha sviluppato una struttura narrativa per esaltare le eventuali differenze di resa cromatica delle lenti.



TECNICA UTILIZZATA


SETUP CAMERA

MDP: ARRI Alexa Mini

ISO: 800 nativo

FPS: 25

Shutter Angle: 270°

Temperatura colore: 3000K

Profilo colore: REC 709

Risoluzione: 2K

Codec: ARRI Raw 2.8


• Lo shutter angle abbiamo deciso di impostarlo a 270° per dare un po' più di luce al sensore senza alterare gli ISO e per far lavorare più comodamente ottiche non molto veloci come le Iron Glass.


• L'intento non è tirare al massimo le prestazioni di queste lenti facendole lavorare al limite del loro diaframma, ma di farle lavorare con un diaframma sufficientemente aperto da evitare aberrazioni cromatiche.

LUCE

La luce utilizzata è uno Ianiro 650w con davanti un frost da 1/2, di cui la temperatura è stata misurata con il Sekonic C-800.


Ianiro 650w con frost 1/2 con video assist 4K

Le chart utilizzate sono l’Exposure Target della Sekonic e la Classic Color Chart della X-Rite.


Sulla relazione tra color chart e vettorscopio abbiamo dedicato un intero articolo di approfondimento che trovate cliccando l’immagine qui sotto.



Come dice Alessandro per gli intenti di questo test una chart fotografica esaudiva gli scopi, ma i prossimi test più curati li faremo sicuramente con una chart video, che sia X-Rite o DSC Labs non lo sappiamo ancora.



FASE 1 - ESPOSIZIONE E DISTANZA


Sulla FASE 1 abbiamo avuto due problemi da risolvere: l’esposizione e la distanza dal soggetto.

Siamo stati aiutati da Alessandro Bernardi e dal Cinematographer Filippo Chiesa perché già da come esporre in modo corretto e standard avevamo molti dubbi. L’esposizione si fa con la LUT o senza LUT?



Abbiamo seguito il consiglio di Filippo che ci ha suggerito di esporre con la LUT REC 709 nativa di ARRI, perché il REC709 è un codec standard su cui ci si è basati per definire il grigio medio di tutte le chart in circolazione, invece il segnale Log di ogni camera lavora in modo diverso e sarebbe stato più complesso calcolare ogni volta l’esposizione corretta.


Ci siamo dati questa regola per quanto riguarda l’esposizione ed è il parametro su cui ci siamo tarati per allineare tutte le esposizioni.






Inserendo i dati di registrazione della camera l'esposimetro ci proponeva un diaframma di 5.6 che non sempre coincideva con la corretta esposizione, per questo motivo nelle schede variano i valori del diaframma per ogni ottica (la foto l'abbiamo fatta prima di cambiare lo shutter angle a 270*).



Sul secondo problema abbiamo dovuto arrivare a un compromesso tra spazio a disposizione nel nostro studio e il senso del test. Ottenere la stessa identica inquadratura per ogni focale non lo abbiamo ritenuto il modo migliore di procedere, ci avevamo già provato in passato ma l'esito finale era compromesso.

Abbiamo pensato che tenere il quadro leggermente più largo, stare un po’ più distanti dal soggetto rispetto alla focale e aggiustare l’inquadratura in post sarebbe stato l’ideale.

Diversamente la deformazione della lente e le ombre derivanti dalla camera incidevano troppo sulla resa finale e per quanto riguarda le focali più corte c’è stato un resize dell’immagine che ha fatto analizzare la parte più centrale della lente.


Resize 14mm Canon CNe

FASE 2: DESIGN


Una volta realizzate le clip, sono state importate in DaVinci Resolve per essere impaginate con la stessa inquadratura, dando a tutte le clip la stessa dimensione alle due chart.

Qui è intervenuto Nicholas Bastianello che ha composto l’immagine in una scheda chiara dando la giusta importanza a tutti gli schemi.




FASE 3: LO SVIPLUPPO DEL TEST


Per la fase 3 ci siamo avvalsi della collaborazione del Colorist Alessandro Bernardi per capire meglio in che misura le caratteristiche cromatiche delle lenti e le relative deviazioni possano influenzare la resa finale del file dopo il Color Grading.


Queste le note di Alessandro sullo sviluppo del test:


La prima cosa di cui mi preoccupo quando faccio una prova tecnica è che possa aiutare effettivamente chi deve utilizzare una determinata attrezzatura sul campo.

Il primo step necessario è stato quindi quello di inserire nel Vettorscopio di Davinci Resolve delle scale graduate sugli assi di ogni tinta per avere dei riferimenti più precisi per le valutazioni. Questo strumento nasce infatti per fare il Color Grading, non per valutare in maniera accurata dei segnali di misura".


Il vettorscopio di Resolve rielaborato da Alessandro Bernardi

"L’altro aspetto di cui mi sono preoccupato è di capire quanto la colorimetria di una lente possa influenzare un workflow reale di Color Grading.

Dato che i colorist sono abituati da sempre a correggere differenze di segnali, l’importante in un test del genere non è di vedere per così dire “chi è il primo della classe”, ma di poter conoscere il “colore” o il “contrasto” propri di una lente in modo da poter essere più efficienti in fase di correzione.

Questo aspetto è molto importante anche quando si effettuano riprese multicamera utilizzando lenti di diversa focale e di diversi brand.